LETTURA COME STRUMENTO DI CRESCITA
Ha preso il via il progetto per la Biblioteca Comunale di Brancaleone denominato” La lettura come strumento di crescita” elaborato a suo tempo dal Comune jonico in collaborazione con il Comune di Staiti. La Giunta Comunale, infatti, ha autorizzato il Sindaco del Comune Francesco Moio a sottoscrivere i contratti col personale che a vario titolo presterà attività lavorativa nel progetto suindicato sulla scorta delle segnalazioni effettuate dalle Associazioni Culturali “Jonicultura” con sede in Brancaleone e Socrates con sede in Bovalino, associazioni che si sono costituite in partenariato con i due comuni al fine di ottenere i finanziamenti regionali di cui al fondo unico per la cultura ai sensi dell’art.4 della L.R. 19/2009. L’importo del finanziamento erogato dalla Regione Calabria per l’attuazione del progetto è di € 10.956,00 a fronte della richiesta fatta nella misura di € 50.00,00. Leggendo la relazione allegata al progetto è possibile capire quali erano le motivazioni che hanno spinto gli amministratori comunali ad aderire all’iniziativa. Scrivevano a proposito: ”Il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia può rappresentare per il contesto economico-sociale di riferimento il giusto volano per far sì che i servizi offerti dalla Biblioteca Comunale possano essere fruiti da un numero considerevole di soggetti interessati, che possono essere i bambini della scuola primaria, gli studenti delle Scuole Secondarie di Primo grado e Secondarie di Secondo Grado del territorio, gli studenti universitari i cittadini in età avanzata, dipendenti pubblici e privati, soggetti disoccupati.” Passando, poi, ad analizzare i fattori di debolezza, scrivevano ancora:” Spesso nella pratica quotidiana gran parte delle persone vive la lettura esclusivamente come un compito; essi ne acuiscono la tecnica ma non la cultura e, soprattutto fuori della scuola, non ricevono stimoli che ne rafforzino la capacità. La disaffezione alla lettura che si riscontra troppo spesso tra i bambini e i ragazzi è riconducibile non soltanto al ruolo catalizzatore svolto da videogiochi e televisione, che assorbono molte volte quasi totalmente il loro tempo libero e il loro interesse, ma anche da una “fatica di leggere” dovuta all’associare la lettura ad un dovere scolastico, ad un’attività passiva che nega la socialità, la qualità delle relazioni. Il libro – sostenevano gli autori del progetto – non appare, pertanto, uno strumento facile da utilizzare per la propria crescita così come “far leggere” i bambini è, per l’insegnante, tra le attività più impegnative, difficili ed esposte molto spesso all’insuccesso, ma è anche una delle attività più importanti che la scuola deve proporre nel quadro delle proprie attività didattiche e che le altre agenzie educative, come la biblioteca comunale, devono promuovere per la crescita socio-culturale delle nuove generazioni. Di qui la necessità di potenziare la Biblioteca Comunale e procedere, in una fase successiva ad individuare strategie per incentivare l’interesse per la lettura. Il progetto Biblioteca Comunale intende, in questa prima fase, riordinare le risorse in termini di libri di narrativa, saggistica, enciclopedie, videocassette, materiale informatico in dotazione della scuola ma inutilizzabile perché non censito e catalogato in modo funzionale”. Infine, gli obiettivi prioritari erano quelli di “offrire ai fruitori la possibilità di scegliere libri di narrativa secondo i propri interessi, fare della biblioteca un centro di “aggregazione sociale” in cui sperimentare una maggiore autonomia nell’organizzazione dello studio e delle ricerche”. Infine, secondo gli estensori del progetto, “la Biblioteca poteva rappresentare un importante fattore di continuità educativa verticale, rispetto ai gradi di scuola, trasversale, rispetto al territorio, creando con esso un rapporto sinergico di collaborazione e condivisione delle risorse”. Per l’attuazione del progetto è prevista l’assunzione di almeno otto unità di personale. Come si ricorderà, la Biblioteca Comunale di Brancaleone, intitolata allo scrittore Cesare Pavese, confinato per motivi politici nel comune jonico dall’agosto 1935 al marzo 1936, è stata inaugurata nel mese di ottobre 2008 alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose e del sindaco del Comune di S.Stefano Belbo, comune di nascita dello scrittore e poeta piemontese.